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Cavaglià (BI), 13881, ITALIA

Carica batteria smartphone, li sai davvero usare?

Non tutti sanno

Consumano anche se non collegati ai dispositivi da caricare

Sì, i caricabatterie e gli alimentatori continuano a consumare una piccola quantità di energia anche quando il dispositivo collegato non è in uso. Presi singolarmente, questi consumi sono generalmente modesti, ma la somma di tutti gli alimentatori e degli apparecchi in standby presenti in un’abitazione può incidere in modo non trascurabile sui consumi elettrici complessivi.

Trasformatori e alimentatori sono presenti non solo nei caricabatterie, ma anche in molti dispositivi elettronici che rimangono in standby, come televisori, decoder e altri apparecchi che possono essere accesi tramite telecomando senza intervenire su un interruttore fisico. Anche gli impianti domotici utilizzano numerosi alimentatori che, nella maggior parte dei casi, devono rimanere costantemente attivi per garantire il corretto funzionamento del sistema.

Per gli apparecchi che non necessitano di un’alimentazione continua, è possibile ridurre i consumi utilizzando ciabatte elettriche dotate di interruttore, preferibilmente bipolare. Questa soluzione consente di interrompere completamente l’alimentazione a gruppi di dispositivi quando non vengono utilizzati.

Può essere utile organizzare le prese in base alla tipologia di apparecchi collegati: ad esempio una ciabatta dedicata ai caricabatterie, una per il televisore e gli eventuali decoder, un’altra per il router e i dispositivi di rete associati, e così via. In questo modo si semplifica la gestione dei consumi e si evita di lasciare inutilmente alimentati dispositivi non necessari.


Alla presa va collegato prima il trasformatore o caricabatterie?

Se si desidera preservare nel tempo la durata e l’affidabilità dei propri dispositivi, è opportuno adottare alcune semplici abitudini fin dalle operazioni più comuni. Una di queste consiste nel collegare prima l’alimentatore o il caricabatterie alla presa elettrica e solo successivamente il dispositivo da alimentare.

Nel caso dei PC desktop, in genere è presente un interruttore fisico sull’alimentatore, situato vicino al connettore di alimentazione del case. Prima di effettuare qualsiasi collegamento o scollegamento dalla rete elettrica, è consigliabile portare tale interruttore in posizione OFF. Se l’alimentatore ne è privo, non significa necessariamente che sia di scarsa qualità, ma spesso questa caratteristica è più comune nei modelli economici, che potrebbero offrire sistemi di protezione contro sbalzi di tensione meno completi rispetto ai prodotti di fascia superiore.

Quando si inserisce un caricatore nella presa elettrica, nei primissimi istanti può verificarsi un breve transitorio elettrico, comunemente definito “sbalzo di corrente” o “picco di tensione”. La sua durata è generalmente dell’ordine di pochi millisecondi; tuttavia, se il caricatore è già collegato allo smartphone, tale impulso può raggiungere direttamente il dispositivo. Per questo motivo è preferibile collegare prima il caricatore alla presa e successivamente il cavo al telefono.

Gli effetti di eventuali sovratensioni sullo smartphone possono includere un degrado più rapido della batteria, blocchi temporanei del sistema, riavvii indesiderati, anomalie del display e, nei casi più seri, danni ai circuiti elettronici interni. In situazioni particolarmente gravi possono inoltre verificarsi perdita di dati o malfunzionamenti permanenti. Sebbene questi eventi non siano particolarmente frequenti, l’esposizione ripetuta a sovratensioni può contribuire, nel lungo periodo, all’usura dei componenti elettronici.

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