Nel memorizzare i dati digitali, per esempio le vostre foto oppure i vostri video, ci si dimentica spesso che i supporti CD, DVD, e Blu-ray non sono affatto eterni, anzi hanno una vita relativamente corta.
Anche se non utilizzati, la loro stabilità di archiviazione comincia a vacillare dopo pochi anni. La vita ufficiale è di circa 10 per quelli auto prodotti e 20 per quelli industriali, periodo che può protrarsi di qualche anno a seconda della qualità del supporto.
La perdita di dati non avviene in modo netto ma graduale iniziando con difficoltà di lettura sugli apparati più vecchi, e comunque tutto dipende anche dalle condizioni in cui sono stati conservati.
Alcune precauzioni generiche da osservare per garantirne la vita più lunga devono essere:
– mantenerli nella apposita custodia
– non toccare la parte incisa con le dita (l’acido dei nostri polpastrelli è invisibile ma micidiale)
– tenerli lontani da luce e fonti di calore
– custodirli in posti asciutti e ben climatizzati
– non appoggiarli mai sulla parte incisa al di fuori delle apposite custodie.
In ogni caso, per quanto riguarda i supporti masterizzati in casa, ogni 5-6 anni sarebbe bene fare un backup dei supporti che non si desidera perdere nel tempo. Per quelli industriali coperti da diritti d’autore si dovrebbe farne copia di sicurezza per uso personale intorno ai 15, ma per farlo legalmente dovrete appellarvi alle tortuose normative del momento in cui lo farete visto che cambiano continuamente.
I CD-DVD originali, ovvero quelli che compriamo già incisi (musiche, film, ecc.), arrivano sino a 20 anni o oltre perché le masterizzazioni industriali usano tecniche più stabili.
La scadenza negata al consumatore
E’ importante che i vostri supporti usati per la registrazione siano innanzitutto “freschi di fabbrica”, ovvero non siano stati prodotti troppi anni addietro perché quel tempo si sommerà a quello di decadimento post masterizzazione. Purtroppo questa è una cosa difficile da verificare in quanto non ci sono leggi che impongano la stampigliatura della data sui supporti dove, se va bene, al massimo troviamo un numero di lotto che solo le aziende produttrici possono interpretare. Tantomeno ci viene fornita la durata minima garantita dalla fabbrica, una ulteriore gravissima mancanza.
Insomma i legislatori sono stati solerti solo nell’imporre una assurda e abusiva tassa come quella della SIAE sui supporti vergini di memorizzazione per una altrettanto incredibile motivazione basata sulla presunzione di reato, ma ai diritti dei consumatori poco hanno pensato.
Questa lacuna legislativa è in realtà molto grave poiché la Comunità Europea dovrebbe imporla su qualunque prodotto a scadenza e vietare la commercializzazione dei prodotti che non ne rispettano il requisito, ma qui siamo alla solita logica di una CE molto reattiva per favorire i commerci delle grandi società e meno per garantire i diritti dei consumatori, diritti che sopraggiungono solo dopo estenuanti lotte associative quando dovrebbero invece venire spontaneamente proposte dai rappresentanti istituzionali.
Fatto sta che, in attesa che avvenga, si deve sperare che i supporti che utilizziamo siano stati prodotti con tutti i crismi, magari evitando quelli economici anonimi perlomeno per registrarci le cose più importanti.
Come sono fatti
CD e DVD sono composti da uno strato polimerico organico sensibile alla luce laser che compone la parte scrivibile. Il laser brucia questa parte organica formando semplicemente delle tracce bruciate, e quindi distinte dal laser lettore perché non riflettenti, con una sequenza simile a un codice morse ma rappresentativa dei bit 0 e 1.
A livello industriale i supporti sono più durevoli nel tempo semplicemente perché queste tracce non sono bruciate da un laser ma stampate, in questo caso il materiale utilizzato è più resistente nel tempo rispetto a quello adottato nei supporti registrabili casalinghi che deve prestarsi a incisioni variabili ed eseguite con strumentazioni più versatili ed economiche.
Le tracce dati vengono incise a spirale e lo strato registrabile è inglobato in uno strato di policarbonato atto a proteggerlo dai graffi e da altre azioni potenzialmente lesive.
Il DVD dual layer è invece composto da due strati separati da uno neutro in metallo semitrasparente che aiuta a contenere la precisione del laser durante la fusione fra uno strato e l’altro.
Viene infine la tecnologia Blu-ray anch’essa a singolo o doppio strato ma con una concentrazione maggiore dei bit incisi nello stesso spazio.
Sostanzialmente la differenza fra le varie tecnologie dal CD al DVD al Blu-ray sta nella maggiore concentrazione di dati ottenuta riducendo la distanza delle piste dei dati e pertanto anche la distanza fra le incisioni dei bit. Ciò si ottiene ovviamente aumentando la precisione del laser scrittore quanto di quello lettore.
– CD 700 MB
– DVD singolo strato 4,7 GB
– DVD doppio strato 8,5 GB
– Blu-ray singolo strato 25GB
– Blu-ray doppio strato 50GB



