Skip to main content Scroll Top
Cavaglià (BI), 13881, ITALIA

Cosa serve per fare un sito WEB?

Non tutti sanno

Molti pensano che basti avere delle pagine sui social per poter promuovere la propria attività, in realtà ci sono parecchi risvolti legali e operativi da valutare e qui proviamo a fare una panoramica perlomeno su quelli operativi.
Partiamo da un concetto base, nella gestione sulla visibilità della vostra attività volete essere usati o volete usare? volete avere il controllo o volete essere controllati?
Per le prime opzioni potete scegliere di affidarvi solo ai social, sarete sottoposti alle loro decisioni sui termini e sulle condizioni che possono variare o essere cessate in qualunque momento, essendo dei servizi gratuiti non avrete nessuna possibilità di rivalsa legale ed essendo organismi multinazionali avrete enormi difficoltà a dialogare con dei responsabili del servizio, questa modalità comporta l’uso provvisorio di vetrine di proprietà e gestione altrui.
Se invece volete essere proprietari delle vetrine della vostra attività e volete avere il controllo della relativa gestione, allora dovete avere un vostro sito.
Il concetto base è che deve essere il vostro sito ad usare i social come fossero solo strumenti aggiuntivi e non devono essere i social ad usare il vostro sito, questo concetto permette inoltre di semplificare la redazione degli articoli, annunci o informazioni che volete dare. Basta fare un articolo sul vostro sito e linkarlo sui social che decidete di utilizzare ed il gioco è fatto riducendo drasticamente l’impegno redazionale senza dover passare ore a impostare settaggi di ogni sorta.

Ma cosa serve per creare un sito?

Il funzionamento di un sito WEB si basa sulla sinergia di 4 elementi principali:

  • Nome di dominio (nome univoco del sito)
  • Hosting (server su cui viene depositato e reso visibile il sito)
  • CMS (Content Management System)
  • Template (struttura grafica del sito)

Nome di dominio
E’ il nome che avrà per sempre il vostro sito e le e-mail correlate ad esso, esempio Mokor è il nome dell’associazione e pertanto anche il nome di dominio è mokor. Le e-mail di dominio riportano conseguentemente lo stesso nome di dominio dopo la chiocciola ovvero info@mokor.net oppure redazione@mokor.net, ecc.
Per raggiungere una persona telefonicamente dobbiamo digitare una serie di numeri composti da un prefisso nazionale (Per esempio per l’Italia è +39), un prefisso di zona (per esempio per l’area milanese è 02) e infine il numero specifico del vostro target. NEl raggiungere un sito WEB si fa sostanzialmente la stessa cosa in quanto si deve digitare un “percorso”, per esempio per aver raggiunto questo sito avete digitato https://www.mokor.net , probabilmente avete digitato solo mokor.net perché i browser ormai cercano di semplificare la vita aggiungendo automaticamente la parte iniziale composta da “https://www.” ma in realtà quella parte definisce un’area ben precisa di internet da raggiungere prima ancora di digitare il “prefisso di zona” e poi il numero del target. Dico “numero” perché in realtà dietro al “nome di dominio” che abbiamo scelto si nasconde una serie di numeri ben precisa e univoca e che è in realtà quel numero ad esserci stato assegnato solo successivamente gli viene abbinato il nome scelto, quando voi cesserete quel nome di dominio quel numero verrà riciclato e ri-assegnato ad un altro soggetto che vi abbinerà un nuovo nome di dominio proprio.

Il sistema di abbinamento nominale ai numeri serve per renderli più memorizzabili, raggiungere un ipotetico sito che si chiama ilsimpaticoorsacchiotto.it è sicuramente più memorizzabile di una serie numerica tipo 185.205.40.21 nonostante quella nominale, nell’esempio, abbia addirittura più caratteri. Per gestire questo sistema a livello mondiale però serve che ci sia un organismo globale che detiene e gestisce i database che dovranno essere consultati da qualunque device che chiede di raggiungere un sito sul WEB. Per avere il diritto ad usare uno specifico nome di dominio sul WEB ci si deve pertanto obbligatoriamente registrare a una apposita istituzione mondiale chiamata ICAN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) che si occupa di autorizzarne l’uso in modo univoco, ovvero, che non potrà essere assegnato ad altri sino a che si corrisponde la quota per il mantenimento.

Estensioni di dominio (dominio di primo livello)
Per i motivi precedentemente descritti si deve prima verificare che il nome di dominio scelto non sia già in uso altrimenti si dovrà trovare a una variante nominale non ancora utilizzata. Ma nel verificare se il nome è già in uso non basta controllare solo il nome ma anche l’estensione, le assegnazioni dei domini sono infatti assegnabili in abbinamento a delle estensioni che definiscono una specifica di gruppo che a grandi linee dovrebbe dichiarare un’ambito d’uso. L’estensione è quel gruppo di caratteri che viene dopo il nome di dominio seguito da un punto, nel nostro caso l’estensione è “.net“, questa estensione è solitamente riservata all’ambito dei “network” ma si può scegliere fra numerose altre estensioni come .IT che sta per Italia, .EU che sta per ambito europeo, .GOV che è riservato ai siti governativi, .BIO che è scelto da attività correlate al biologico, ecc.
In informatica vi è sempre una logica crescente o decrescente applicata agli ordinamenti e ai percorsi che possono essere specificati in macro aree solitamente dalla più grande alla più piccola, in questo caso la classificazione dei componenti di un percorso viene fatta da destra verso sinistra pertanto l’estensione appena descritta è definibile come dominio di primo livello, mentre il nome di dominio da noi scelto risulterebbe di secondo livello pur essendo la chiave di tutto (es.: mercatoitalia.net). Se il nostro sito fosse configurato come sotto-sito vi sarebbe un terzo livello (es.: mercatiinternazionali.mercatoitalia.net).

Si hanno diritti di proprietà dei nomi di dominio solo sulle estensioni acquistate, questo vuole dire che se acquistate il nome di dominio abbinato, per esempio, solo all’estensione .IT qualcuno potrebbe acquistare il vostro nome di dominio con un’altra estensione libera. Per questo le grandi marche solitamente con il proprio nome di dominio comprano più estensioni solo per tenerle occupate anche se non usate. I furbetti, soprattutto se vedono che la vostra attività ha un certo giro d’affari, possono infatti comprare uno o più domini con il vostro stesso nome di dominio al fine di intrappolare su siti costruiti ad hoc chi vi cerca senza sapere il tipo esatto dell’estensione oppure per ricattarvi per cedervi il dominio dietro a un lauto pagamento.
La cautela a comprare altri domini, perlomeno quelli più usati, dipende ovviamente dal vostro giro d’affari attuale o previsto perché mantenere domini solo per tenerli occupati a un progressivo costo annuale non indifferente in quanto ogni estensione per essere mantenuta in proprietà comporta un costo annuale che varia notevolmente a seconda dell’estensione scelta in quanto ad occuparsene sono organismi diversi che ne decidono insindacabilmente il costo. Si va dagli attuali 10 euro per le estensioni .IT sino ai quasi 100 per quelle .BIO.

Percorso
Abbiamo detto che per raggiungere questo sito avete dovuto digitare un percorso https://www.mokor.net la parte iniziale “https://” definisce il protocollo o metodo di certificazione di sicurezza con cui ci si collega, un tempo c’era solo solo “http://” oggi sostituito con “https://” ovvero una “S” finale aggiunta che è correlata alla certificazione SSL che qui non staremo a spiegare ma basti sapere che è un sistema che aumenta la sicurezza di navigazione e i siti che non si sono ancora adeguati conservando il vecchio sistema “http” vengono penalizzati dai browser di navigazione in quanto non ritenuti sicuri.
Dopo questa parte segue il famoso “www.” che colloca la navigazione nell’area di internet comunemente utilizzata a livello mondiale in quanto ci sono altre aree specifiche che vengono raggiunte con altri prefissi.


Hosting
Dopo aver acquistato il dominio si deve decidere dove depositare il sito affinché sia accessibile da chiunque nel mondo 24 ore su 24 e con la massima performance possibile. Pertanto si deve scegliere se disporre un proprio server oppure comprare uno spazio su un server di una società di servizi esterna. Ovviamente l’opzione meno costosa è quella di affittare uno spazio su un server dedicato in quanto non ci si dovrà preoccupare di guasti hardware, costi elettrici e soprattutto avere linee dedicate con indirizzi statici come di dovrebbe avere con un server proprio.
Se non abbiamo ancora comprato il dominio il metodo più semplice e farlo direttamente tramite l’hosting in modo da ottenere dominio e spazio hosting contemporaneamente con un unico acquisto e un’unica scadenza e pagamento, anche perché l’hosting dovrà comunque prendere in gestione il dominio per poter garantire l’accessibilità del sito. Se si è già in possesso del dominio si dovrà dare l’autorizzazione all’hosting di poterne prendere la gestione, cosa possibile ottenendo dal servizio in cui lo abbiamo acquistato un codice che certifica la proprietà del dominio e che passeremo all’hosting affinché provveda al trasferimento presso di sé.

Redirect
Se si sono comprati più domini, per tenerli impegnati o usarli per altre attività correlate, si deve scegliere quale utilizzare specificatamente per il sito e mantenere gli altri in un DNS parking possibilmente acquistato nello stesso servizio di hosting del sito principale in modo da poter fare più agevolmente e in una unica gestione un re-direct al dominio dove realmente si è depositato/abbinato il sito.
Se si è depositato il sito nel dominio+estensione, per esempio, velaracconto.it chi digiterà quel percorso vi accederà direttamente, ma se vogliamo che il sito venga raggiunto anche se qualcuno digita il nome di dominio con una diversa estensione fra quelle che abbiamo comprato, dobbiamo dire ad ognuna di esse che quando vengono raggiunte devono deviare il visitatore sull’unico indirizzo univoco del sito. In tal modo, supponendo di aver comprato le estensioni .it .net .eu e depositato il sito nella .it, se abbiamo impostato correttamente il redirect dagli altri domini tutti manderanno i visitatori solo sul .it anche se hanno digitato .net o .eu

Scelta dell’hosting
Ovviamente l’hosting ha costi che dipendono da vari fattori comprese le caratteristiche tecniche di servizio e le opzioni aggiuntive scelte come il servizio di backup, anti spam, spazi aggiuntivi o caselle e-mail aggiuntive. Infatti l’hosting garantisce anche una dotazione di un numero variabile di caselle e-mail correlate al nome di dominio e con uno spazio disponibile prefissato. Tutte cose che si possono espandere e anche decidere se non usare, può succedere che pur avendo comprato un dominio con un certo prefisso si abbia però un servizio di posta presso un altro hosting con un dominio diverso o uguale. E’ possibile anche avere un servizio di posta su un altro hosting con lo stesso nome di dominio e prefisso del sito.
Nella scelta dell’hosting non ci si deve lasciare ingannare dal prezzo economico in quanto uno dei fattori più importanti è l’assistenza. Quando il sito viene sottoposto ad attacchi informatici o ci vengono hackerati gli accessi e le email, poter avere un intervento immediato diventa vitale come lo è se si cominciano a fare cose o interventi particolari.
Dopo ciò vengono le prestazioni tecniche del sito, spazio su SSD, memoria dedicata, potenza di calcolo, ecc. tutti parametri che richiederebbero articoli dedicati ma che potete a grandi linee confrontare se vengono debitamente elencati e specificati.
A seconda del settore d’ambito si deve anche valutare se conviene avere un sito su un hosting fisicamente collocato sul territorio italiano, europeo o estero. E’ chiaro che si tenda ad averlo il più vicino possibile ma ce la si deve vedere anche con le legislazioni che nemmeno nell’area UE sono omogenee, se si realizza un sito che tratta prodotti musicali si devono valutare le legislazioni sul copyright, se si trattano generi commerciali si devono valutare le legislazioni relative ma anche le relative tassazioni.


CMS (Content Management System)
Gli Hosting offrono anche un servizio di pre-installazione del CMS che è praticamente considerabile come il sistema operativo per il funzionamento del sito che a sua volta possiamo considerare come fosse l’applicazione finale.
Ci sono vari tipi di CMS, i più conosciuti sono WordPress, Joomla, Drupal e molti altri e ce ne sono anche specializzati per gli e-commerce che però hanno prezzi notevolmente più alti di quelli basici che comunque possono installare dei plugin per adeguarsi ad e-commerce perlomeno per livelli commerciali intermedi.
All’atto del contratto con l’hosting durante la configurazione d’acquisto è solitamente possibile anche scegliere se si vuole che venga pre-installato il CMS che si ha già in mente di adottare e il relativo database che potrà essere scelto fra un sistema Microsoft oppure MySQL il cui ultimo è generalmente il più scelto.
Se invece si scegli di auto amministrarsi si dovrà scaricare il CMS dai relativi produttori e installarselo manualmente con apposite procedure creando prima il database di appoggio.


Template (struttura grafica del sito)
Dopo aver installato il CMS viene infinte la scelta ed installazione del template che verrà fatta all’interno dello stesso CMS che come abbiamo detto è una sorta di sistema operativo in cui il template è l’applicativo finale.
Il template è la struttura grafica del sito e se ne possono reperire di gratuiti a seconda del CMS scelto, come detto, il più diffuso è WordPress e per esso ci sono veramente migliaia di template gratuiti, ma il gratuito non è sinonimo di garanzia. Se il sito che si sta realizzando è talmente semplice da essere una sorta di biglietto da visita, e l’attività non è di un tipo che richieda una presentazione sofisticata e professionale, si può anche ricorrere a un template gratuito tenendo conto che essendo appunto gratuito non ha alcun tipo di garanzia su eventuali malfunzionamenti attuali o futuri. Un giorno potrebbe non risultare più supportato o compatibile con nuove convenzioni o legislazioni WEB e quel giorno sarete nel caos anche se nell’avere un sito semplice dovrebbe essere facilmente possibile sostituire con un altro template dovendo apporre pochi ri-adatattamenti.
La soluzione più professionale è invece l’acquisto di un vero template che si può scegliere in numerose piattaforme del settore, una volta trovato quello giusto si può facilmente installare sul nostro CMS e procedere alla sostituzione dei testi e delle immagini di esempio dell’eventuale demo che si è caricato come base di partenza.
Ci sono template sofisticati che includono dei potenti programmi per la composizione del template stesso al fine di poterlo modificare strutturalmente in ogni momento ottenendo il massimo della flessibilità senza dover conoscere o scrivere codici. Tali template possono anche includere programmi per la creazione delle slider animate ed effetti grafici vari.


Conclusioni
Per fare un sito WEB si devono conoscere numerosissime cose e per quanto lungo sia stato questo articolo ne abbiamo esposte solo alcune. Rispetto ad un tempo la tecnologia del settore si è notevolmente evoluta migliorando enormemente la funzionalità e grafica dei siti. Non è più necessario scrivere chilometri di codice, come si faceva un tempo, ma contemporaneamente si sono complicati notevolmente gli aspetti legali e gestionali. I siti si sono evoluti sotto l’aspetto grafico e multimediale ma hanno anche dovuto gestire le nuove esigenze di risorse tecniche che oggi richiedono molto più spazio e potenza di elaborazione anche per gestire le nuove tecnologie, come i numerosissimi device che un tempo non esistevano, dovendo pertanto sviluppare sistemi che possano adattare l’aspetto del sito a seconda del tipo e dimensione del display usato per la navigazione. I template hanno dovuto usare massicciamente tecniche atte a rendersi responsive, ovvero auto adattabili, cosa che ha assorbito gran parte del risparmio sulle impostazioni ottenuto dalla semplificazione di altri aspetti tecnici.
Se non si è appassionati informatici o non si ha il tempo di gestire nella propria attività anche questo si è obbligati a rivolgersi a professionisti specializzati, e a quel punto si rende necessaria la valutazione economica di chi si propone alla realizzazione e all’eventuale redazione o, se trattasi di e-commerce, di imputazione sistematica dei dati.

Privacy Preferences
When you visit our website, it may store information through your browser from specific services, usually in form of cookies. Here you can change your privacy preferences. Please note that blocking some types of cookies may impact your experience on our website and the services we offer.