Nell’usare un computer ci sono alcune abitudini elementari che è bene prendere sin dall’inizio, ma se non le si ha ci si deve sforzare di prenderle per non perdere il controllo operativo, cosa più facile ad avvenire di quanto si pensi.
Una di queste è la gestione dei file.
Sia su Macintosh che su Windows la schermata iniziale del sistema operativo viene chiamata desktop, ovvero piano della scrivania. Essa deve essere vista e gestita proprio come la scrivania di un ufficio fisico, pertanto in essa si depositano documenti e oggetti solo in via provvisoria in attesa di poter essere valutati, catalogati e incasellati nei loro appositi armadi e relativi cassetti.
L’accumularsi di oggetti su una scrivania fisica equivale al caos, ed esattamente la stessa cosa vale per l’ambiente virtuale di un computer. Per questo è importante non accumulare troppe cose che ammassate ed impilate fanno perdere tempo nel ricercarle oltre che creare disordine. In realtà in ambienti di lavoro questo è ulteriormente importante anche per questioni di rispetto sulle regolamentazioni sul trattamento di dati che chiede di impedire la possibilità di accedere a documenti abbandonati e conseguentemente accessibili da chiunque transiti anche solo accidentalmente nei pressi di una scrivania.
Nell’ambiente informatico l’accumulo di file sul desktop appesantisce anche l’elaborazione corrispondendo spesso a lentezze progressive che possono essere più o meno evidenti se si ha un computer di alto livello, ma ci sono sempre. Inoltre spesso alcuni tengono sul desktop anche file eseguibili di installazioni o di applicazioni eseguibili al volo. Questo comporta che in una schermata affollata di icone possano essere cliccati accidentalmente e, soprattutto per i file di installazione, creare anche dei danni. Anche per questo motivo i file eseguibili devono sempre essere archiviati se non rimossi una volta installati i relativi programmi, anche perché occupano memoria inutilmente. Se sono applicativi che vengono aggiornati frequentemente e possono essere scaricati online su necessità è inutile conservare file di installazione che potrebbero essere obsoleti oltre che occupare una propria risorsa di memorizzazione quando possiamo sfruttare quello dei produttori.
Tutti i computer Windows e Macintosh hanno ormai delle cartelle pre-impostate dove collocare i propri file per genere, immagini, video e documenti. E’ pertanto bene utilizzare quelle cartelle e creare in esse le sottocategorie del caso suddivise a loro volte in sottocategorie che siano intuibili dalla propria od altrui manipolazione. Inoltre si agevola l’eventuale backup manuale.
E’ importantissimo sviluppare una logica ad albero delle cartelle sin dall’inizio da raffinare man mano che il volume dei file di genere aumenta.
Icone
Sia Windows che Macintosh in default nascondo le estensioni dei file per agevolare i neofiti impedendogli di alterarle accidentalmente nella rinominazione dei file. Le estensioni sono i caratteri posti dopo l’ultimo puntino del nome di un file (Es: .doc, .xls, .pdf, .jpg, ecc.). Esse sono cruciali per permettere al sistema operativo la tipologia dei file ed assegnarli una icona grafica relativa al programma abbinatogli. Questo permette anche di avviare il file automaticamente nell’apposita applicazione.
Se siete un pochino più pratici è consigliabile impostare il sistema operativo affinché visualizzi le estensioni in modo tale anche anche voi siate in grado di riconoscere automaticamente la tipologia di file soprattutto nei casi in cui non vi sia una specifica applicazione abbinabile e pertanto gli venga assegnata una icona generica.


