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| RIUSO E RICICLO - COSA E' |
La soluzione al problema dei rifiuti è basata sui seguenti punti fondamentali:
- riduzione
- riutilizzo
- riciclo
Il riutilizzo e il riciclo sono i punti essenziali ma nell'analizzarli si scopre che la loro persecuzione porta indirettamente a risolvere anche una serie di altri problemi sociali.
Iniziamo con il distinguere cosa può essere riutilizzato e riciclato:
- oggetti
- materiali
Riutilizzo: è l'ulteriore utilizzo degli oggetti o dei materiali così come sono o semplicemente aggiustandoli, nel caso degli oggetti, o adattandoli, nel caso dei materiali.
Riciclo: è il recupero dei materiali che compongono gli oggetti o che sono in forme non direttamente ri-utilizzabili.
Riutilizzare non è mai stato così possibile come nell'era del consumismo dove molti oggetti vengono smessi non per il loro cessato funzionamento ma per una serie di futili motivi come il passaggio all'uso di oggetti più complessi o semplicemente più di moda.
Gli oggetti che non vanno più bene per alcuni possono essere utilissimi per altri ma spesso essi finiscono in una discarica per egoismo di chi li dismette o per impossibilità di chi ne abbisogna per accedervi.
Spesso è solo una questione di assenza di punti di incontro tra chi dismette oggetti e materiali e chi ne farebbe uso.
I mercati e i magazzini dell'usato stanno prendendo sempre più piede agendo da intermediatori fra le categorie di chi cede e chi richiede ma purtroppo essi sono prevalentemente gestititi da privati che ambiscono al loro margine di guadagno, margine che viene a sottrarre parte del risparmio che si avrebbe da tale traslazione. Avviene così che spesso vi si trovano oggetti usati con prezzi poco inferiori al nuovo o addirittura uguali.
La soluzione ideale sarebbe nell'avere spazi pubblici messi a disposizione da regioni, provincie e comuni e concessi in gestione a persone che senza scopo di lucro al di la dei propri sostentamenti e l'ottenimento di un dignitoso guadagno, mettano a disposizione della collettività i propri servizi.
I guadagni eccedenti sono messi a disposizione della collettività e se alla fine della gestione annuale non sono soddisfacenti la gestione sarà automaticamente affidata ad altro pretendente.
Questo è solo un'esempio, le fantasie potrebbero scoprire tantissime soluzioni.
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| NUOVE INDUSTRIE E LAVORO |
Lo sviluppo della rete della raccolta differenziata crea nuove opportunità di lavoro dirette e indirette.
Lavoro diretto
La raccolta differenziata richiede una rete organizzativa e operativa maggiore di quanto sia quella dell'indifferenziata, la maggiore complessità gestionale è uno dei motivi per cui le amministrazioni tendono a voler ripiegare su altri sistemi più 'semplici' e magari più lucrabili, quando non c'è scopo di lucro rimane solo la paura o l'incapacità di potere o volere gestire tale attività.
La maggiore forza lavoro umana necessaria è certamente un costo aggiuntivo che però si auto-ripaga semplicemente con una piccola percentuale degli introiti ottenuti da una corretta politica gestionale.
Lavoro indiretto
La maggiore occupazione operativa all'atto della raccolta si somma a quella necessaria nelle aziende pubbliche o private che recuperano oggetti e materiali.
Maggiore disponibilità dei materili
Molte materie non sono infinite mentre altre hanno sempre maggiori costi di reperimento pertanto perchè distruggerle in un'inceneritore quando sono riutilizzabili magari all'infinito?
Dai rifiuti sono ottenibili addirittura nuovi materiali e combustibili naturali come il gas metano.
Minore dipendendenza dal petrolio
Nuove industrie e nuovi posti di lavoro, nuovi materiali e recupero di quelli usati, minore dipendenza dal petrolio, ecc... sembrerebbe assurdo il non aver mai perseguito tali strade ma quali interessi impediscono tutto ciò? sicuramente non quelli della gente ma quelli del business.
Maggiore è il recupero dei prodotti derivati dal petrolio e minore è la dipendenza da esso, le industrie
che estraggono e producono i vari derivati hanno ovviamente enormi interessi a che ciò non accada. Soprattutto le Corporation multi-nazionali attuano ogni forma di subdoli e capillari metodi per ostruire o distruggere qualunque tendenza che possa ledere i loro interessi, questo comporta che anche quando apparentemente sembrano finanziare tecniche o iniziative si copre che in realtà tutto converge in una logica di controllo.
In realtà non si tratta di eliminare il business che, dolenti o nolenti, fa parte delle logiche che sotengono il nostro sistema societario, ma si tratta di trasformarlo. Se alle industrie basse e quelle intermedie viene imposta la logica della conversione in nome dei cambiamenti dei mercati globali, perchè non dovrebbe avvenire anche per quelle ai vertici?
Se oggi il business più grande è quello del petrolio perchè domani non potrebbe essere quello delle energie alternative e del recupero?
Perchè dovremmo proseguire a sostenere un business di pochi come quello del petrolio, delle centrali nucleari e degli inceneritori rinunciando a un business per molti come quello delle energie rinnovabili e del recupero di oggetti e materiali?
Una nuova coscenza sta cambiando le cose. |
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| RIUSO E RICICLO - INFORMATICA (TRASHWARE) |
I computer divengono tecnologicamente vecchi spesso solo a causa di sistemi operativi e applicativi enormemente più esigenti del necessario, cosa che a volte avviene semplicemente perchè mal concepiti ma, molto più spesso, appositamente per obbligare a nuovi acquisti hardware (vedi Windows Vista).
Necessario o meno le aziende vengono spesso obbligate a rinnovare precocemente il proprio parco informatico. Recenti normative europee hanno giustamente regolamentato lo smaltimento del materiale informatico ma le immancabili speculazioni (non vigilate dagli stessi organismi che hanno imposto gli obblighi), hanno reso tale pratica più onerosa del dovuto.
Ci sono però aziende, associazioni no-profit o attività varie che ritirano i materiali informatici comprensivi di accessori di ogni sorta per ricondizionarli o adattarli a nuovi usi.
I sistemi operativi (SO) re-installati sono prevalentemente basati su tecnologie GNU/Linux che abbinati agli applicativi della famiglia sono notoriamente meno affamati di risorse e permettono di operare a livelli pari a quelli dei costosissimi sistemi Microsoft se non addirittura superiori, anche se ciò dipende molto dal tipo di esigenze ed utilizzo. Ciò permette di rendere nuovamente idonei all'uso anche professionale computer ritenuti irrimediabilmente obsoleti.
La pratica del riuso informatico è tecnicamente definita Trashware, gli apparati rigenerati e ri-predisposti vengono poi venduti o concessi in comodato. Nel caso delle associazioni no-profit la cessione degli apparati o del loro comodato d'uso è ovviamente gratuita ed è prevalentemente rivolta a enti benefici, onlus, scuole, associazioni di volontariato, enti pubblici o altre attività socialmente utili.
Questo sistema toglie alle discariche un notevole volume di materiali potenzialmente nocivi in condizione di rifiuto, crea nuove opportunità sociali e riduce enormemente sprechi e costi informatici. E' altresì ovvio che tale pratica sia socialmente utile ma speculativamente scomoda e pertanto ostruita da chiunque abbia attività o interessi opposti. |
01/10/2008 Marco R.
Art.Rif.08100101
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