Il Petrolio è un combustibile fossile non rinnovabile, perlomeno non in tempi brevi perchè si genera dalla decomposizione di sostanze organiche
che, anzichè essere distrutte dai normali processi ossidativi o da altri agenti naturali (animali o batteri), si conservano e si accumulano nel sottosuolo per milioni di anni. In Pratica, il petrolio è il risultato di un lunghissimo processo di decadimento organico degli esseri viventi vegetali e animali preistorici che hanno cessato la loro vita.
Il petrolio è composto da una miscela di numerosissimi componenti gassosi, liquidi e solidi, di cui oltre il 99% sono costituiti da idrocarburi.
Il carbonio è l'elemento alla base della vita da noi conosciuta e della nostra esistenza, ha caratteristiche chimiche cruciali capaci di dare vita a molecole organiche complicatissime combinate tra loro in catene o anelli.
Solo 70.000 fra i composti esistenti non hanno come base il carbonio, fra gli altri 4.000.000 che invece lo hanno, sono compresi gli esseri viventi animali e vegetali la cui trasformazione ha creato il petrolio.
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Il processo di creazione del petrolio richiede una concomitanza di situazioni geologiche e ambientali che non possono essere simulate. Il petrolio non è una risorsa infinita ed è stata iper-sfruttata.
Già molti dei luoghi ove si riteneva essere presente in quantità enormi, sono divenuti improvvisi terreni di morte industriale. I giacimenti che vengono ancora scoperti sono sempre più piccoli, difficili e costosi da sfruttare. I giacimenti ancora ritenuti sfruttabili sono spesso locati in aree politicamente difficili i cui interessi finiscono e finiranno per creare sanguinari e disastrosi conflitti militari che non solo comportano a loro volta un'enorme dispendio energetico e umano ma non risolvono il problema dell'inevitabile esaurimento delle fonti.
In poche decine di anni abbiamo bruciato il risultato di un processo chimico durato miliardi di anni, l'unica speranza per i governi è quella di utilizare il petrolio rimanente per sviluppare tecnologie alternative che riducano l'uso del petrolio al minimo indispensabile sino a poterne fare totalmente a meno.
Purtroppo però i governi preferiscono nascondere il problema e fare credere all'opinione pubblica che non sussiste nascondendo i veri interessi petroliferi nei conflitti militari nelle aree in cui è presente.
Questo perverso meccanismo è aggravato dalle logiche della nostra economica basata proprio sul petrolio che ha meccanismi tali che impediscono di poter consentire il caos che si scatenerebbe a seguito di un'eventuale ammissione pubblica sulle difficoltà di reperimento della preziosa sostanza. |