Raccolta differenziata - Perchè farla

27.08.2010 | Author: Marco Rodella | Rev.:27.08.2010 | Rif.:10082701

Raccolta differeniztaLe materie prime non sono infinite e la crescente richiesta dei paesi emergenti stà vertiginosamente accorciando le previsioni di esaurimento.
In realtà, per quanto provino a farlo credere, nessuna valutazione tecnica può stabilire con certezza quanto siano tempi e quantità residue di reperimento di ogni singola materia prima, ma è certo che non sono infinite e che molte di esse sono già attualmente divenute costosamente e difficilmente ottenibili.

Il recupero e riciclo di tali risorse è pertanto sempre più indispensabile allo scopo di limitare i nuovi reperimenti di materie prime alle esigenze di rimbocco o integrazione.

Il problema più grande relativo alle attività umane moderne, è quello dello smaltimento dei rifiuti perchè i siti per farlo non possono essere infiniti e sono sempre più pericolosi e distruttivi per l'ambiente in cui viviamo e conseguentemente sempre più letali anche per la vita umana.

Le speculazioni industriali tentano sistematicamente e con ogni subdolo metodo, di proporre sistemi di smaltimento che rendono le masse di rifiuti invisibili ma che in realtà non fanno altro che variarne la natura con enormi pericoli e danni all'ambiente e alla salute umana. Pericoli e danni che divengono così ben maggiori o, nel più ottimista dei casi, uguali a quelli del sistema tradizionale.
In questo contesto, oltre a non dare soluzione, tali sistemi sono anche economicamente costosi ma all'opinione pubblica vengono ingannevolmente illustrati come convenienti. Anche nei casi in cui i dati sembrano essere economicamente a favore di tali tecniche, viene sistematicamente celato l'apporto di finanziamenti in forme nascoste di tassazione diretta o indiretta sui beni o servizi della collettività, contemporaneamente si nascondono o sminuiscono gli effetti collaterali ambientali e salutari.

L'unica è più logica alternativa a tutto ciò è lo sviluppo delle tecnologie del recupero che offrono una innumerevole serie di vantaggi per la collettività. Tale pratica è però sistematicamente ostacolata industrialmente e politicamente per una serie di motivi tra cui:

- è più complessa da gestire dei sistemi che contemplano la combustione
- toglie o si presta più difficilmente alle grandi speculazioni industriali e politiche a loro servili.


In sostanza, i passaggi della costruzione e utilizzo di oggetti e materiali dovrebbero perseguire i seguenti punti:

- riduzione in fase di produzione
- riutilizzo di oggetti e materiali
- riciclaggio di oggetti e materiali


Le amministrazioni che vogliono speculare su sistemi più lucrosi come gli inceneritori, tendono spesso ad avviare programmi di raccolta differenziata intenzionalmente scoordinati che spesso non arrivano neppure alla vendita effettiva dei materiali. Questo, dove non è questione di incompetenza, ha spesso il semplice scopo di scoraggiare l'opinione pubblica preparandola psicologicamente alla servitù agli interessi dei costruttori degli incenitori.

E' sconcertante che in Italia anche l'attuale governo sponsorizzi tale pratica per chiari intenti speculativi o di servilismo a quelli edili che li ambiscono.

Rifiuti - Linee generiche

Rifiuti combustione Combustione dei rifiuti - Le alternative
La combustione dei rifiuti è la peggiore delle 'soluzioni' ipotizzabili per il loro smaltimento perchè è una pratica distruttiva di materie ed ambiente oltre che lesiva per la salute delle popolazioni circostanti all'area in cui viene praticata. Pertanto non è affatto ritenibile una soluzione perchè l'unico effetto è quello di ridurre il volume dei rifiuti ottenendo per giunta rifiuti molto più pericolosi. Il problema è che i rifuti non dovrebbero esistere perchè se tali diventano è perchè c'è un problema di concezzione o di utilizzo, riutilizzo e riciclaggio delle cose prodotte dall'uomo.

Linee generiche perseguibili per la soluzione del problema dei rifiuti:

Riduzione in fase di produzione

Concezzione degli oggetti
Uso di materiali separabili e facilmente identificabili ove possibile
Utilizzo di materiali biodegradabili ove possibile
Riduzione dell'abuso degli imballaggi
Alla produzione (ingegnerizzazione degli articoli con materiali ecologici o riciclabili)
Nella distribuzione (confezzioni proporzionali agli articoli in materie e dimensioni, ecc..)
Nell'utilizzo finale
Riduzione dell'utilizzo degli imballaggi
Alla produzione (distribuzione alla spina in grandi contenitori, ecc..)
Nella distribuzione (distribuzione liquidi alla spina, ecc..)
Nell'utilizzo finale (riuso dei contenitori, uso di borse per la spesa in tela, ecc..)

Raccolta differenziata
Materiali
Recupero materie originali (carta, vetro, alluminio, ecc..)
Generazione materie nuove (compost, ecc..)
Oggetti
Recupero oggetti integrale (mobili, apparecchi elettrici, ecc..)
Recupero oggetti parziale (viti, ventole, ecc..)

Smaltimento residuo non utilizzabile
In teoria a questo punto non ci si drovrebbe più arrivare ma sino ad allora:
- esclusione di soluzioni che contemplino la combustione indiscriminata dei rifiuti.
- sfruttamento delle risorse energetiche se l'operazione non contempla effetti collaterali più rischiosi dei trattamenti alternativi.

Rifiuti - Consumo consapevole

Possiamo contribuire a pilotare le tendenze industriali e al tempo stesso risparmiare in modo consapevole nelle scelte ad azioni quotidiane.

In seguito alcuni semplici esempi.

BORSA DELLA SPESA
Ricordiamoci di riutilizzare la borsa della spesa, soprattutto se è di plastica, evitando di comprarne una nuova ad ogni spesa, se potete usate quelle di carta (totalmente riciclabili e bio-degradabili) o di tela.
Con le borse agganciabili all'interno del carrello oltre a evitare l'uso di quelle di plastica avrete un comodissimo contenitore che vi limita le manipolazioni di travaso della spesa.
Esistono anche borsoni più rigidi suddivisi in più vani e compltemaente richiudibili (a soffietto) che possono essere comodamente posti nel baule se proprio non potete metterli nel carrello. Se dalla cassa potete raggiungere l'auto con il carrello chi l'ha detto che gli acquisti debbano essere per forza avvolti nelle buste? se avete il borsone a scomparti pronto nel baule potete rimettere la merce dopo la cassa senza preoccuparvi di imbustarla e poi semplicemente sistemarla dal carrello al borsone.

ARTICOLI DA GETTARE
- Evitiamo di comperare stoviglie, posate, tovaglie, accendini, lattine e barattoli che sappiamo poi dover gettare.
- Le batterie ricaricabili sono inizialmente molto costose (purtroppo prevalentemente per motivi speculativi) ma se sapete gestirle bene vi faranno risparmiare notevolmente oltre a ridurre la quantità di metalli e componenti chimici comportati dal loro rifiuto.

IMBALLAGGI MENO INQUINANTI
Gli imballaggi superflui sono rifiuti che vi vengono fatti pagare nel prezzo del prodotto e che dovrete ulteriormente pagare per smaltire.
Cerchiamo di ridurre il più possibile gli imballaggi, cioè tutte le scatole e i contenitori di cartone, plastica, metallo o analoghi che hanno contenuto detersivi, liquidi, polveri, alimenti, tutte le bottiglie di vetro, plastica, lattine, latte metalliche di ogni tipo, contenitori di plastica espansa, involucri di plastica, reticelle per frutta, bustine per tè, zucchero, confezioni di medicinali, di cosmetici, sacchi e sacchetti. Non dimentichiamoci, inoltre, tutte le carte per usi alimentari che avvolgono i nostri prosciutti, formaggi, eccetera.

ALIMENTI DI STAGIONE SENZA IMBALLAGGIO
Evitiamo gli scatolami, gli involucri di plastica e di cartone, i cibi surgelati dall'imballaggio dispendioso. Comperiamo verdura e frutta fresca di stagione: richiede un basso consumo energetico per la produzione, la conservazione ed il trasporto, crea poco imballaggio e permette la scelta della quantità voluta dal cliente.

BOTTIGLIE RIUTILIZZABILI
Bottiglia caraffaRiportiamo al negozio i vetri che si possono rendere. Non gettiamoli nella spazzatura o, peggio, lasciamoli in giro; riponiamoli negli appostiti contenitori per il vetro da riciclare.
Informatevi se in zona ci sono centri di distribuzione di bevande con il vecchio metodo con vuoto a rendere, se non ci sono non perdete mai occasione di proporli.
Ci sono alcuni tipi di bevande che hanno cominciato ad utilizzare bottigile di vetro con l'imboccatura a vaso che come tappo utilizza gli stessi coperchi ad avvitamento dei vasetti come quelli per la conserva. Tali bottigile oltre a essere visivamente belle (assomigliano alle caraffe senza manico) conservano meglio gusto e freschezza oltre che del prodotto iniziale, anche dei prodotti che vi si possono poi mettere riutilizzando la bottiglia.

DERRATE ALIMENTARI
Una buona gestione dell'economia familiare consiglia di acquistare solo la merce di cui effettivamente abbiamo bisogno e nella quantità minima possibile, compatibilmente con le nostre esigenze di tempo; in questo modo aiuteremo ad evitare gli sprechi di alimenti, ridurremo gli imballaggi e contribuiremo a risparmiare sul nostro bilancio e su quello della comunità.

DETERSIVI ALLA SPINA
I distributori di detersivi alla spina sono sempre più diffusi e pertanto sempre più facilmente accessibili anche nei supermercati.
Il sistema richiede l'acquisto del contenitore solo al primo uso o al suo eventuale danneggiamento. Da questo momento si paga solo l'effettivo costo del liquido.
Con questo metodo, oltre al risparmio, si riduce drasticamente l'uso e lo smaltimento dei contenitori plastici.

LATTE ALLA SPINA
I distributori di latte alla spina sono sempre più diffusi e pertanto sempre più facilmente accessibili anche nei supermercati.
Il sistema richiede l'acquisto del contenitore solo al primo uso o al suo eventuale danneggiamento ma è anche possibile usare contenitori propi. Da questo momento si paga solo l'effettivo costo del liquido.
Con questo metodo, oltre al risparmio, si riduce drasticamente l'uso e lo smaltimento dei contenitori plastici ma si ha anche un prodotto più nutritivo e esente da componenti aggiunti tendenzialmente nocivi.
E' bene però procedere alla bollitura del latte in attesa che le strutture si muniscano di sistemi di sterilizzazione integrata (per esempio a micro-onde) che garantiscano un prodotto già utilizzabile senza ulteriori trattamenti, cosa che attualmente non è ancora possibile.

PANNOLINI RILAVABILI
Il termine pannolino deriva da panno di lino. I pannolini ecologici non trattati chimicamente, spesso ricavati da scarti di tessuti delle aziende, sono un enorme risparmio, riducono il problema delle allergie e dei rifiuti e sono un modo molto carino di occuparsi dei propri figli alla vecchia maniera. Basta scuoterli e lavarli a mano o in lavatrice e si corre a comprarli una sola volta.

Raccolta differenziata - Cosa comporta

1. Recupero di materie prime
2. Recupero degli oggetti
3. Meno energia sprecata per rigenerare materie e oggetti
4. Meno inquinamento per rigenerare materie e oggetti
5. Meno materie prime in esaurimento
6. Meno rifiuti e sostanze inquinanti da smaltire
7. Rivalutazione dei prodotti alimentari locali
8. Valorizzazione delle proprietà edili o terriere

9. Molte nuove realtà industriali e commerciali creative
10. Molti posti di lavoro al servizio della collettività
11. Opportunità di guadagno per molti
12. Opportunità di guadagno pulito e socialmente utile

Raccolta differenziata - Come farla

CARTA E CARTONE
SI Separate giornali e riviste dai loro involucri di cellophane; togliete la "finestra" di plastica dalle buste da lettera o da quelle alimentari; schiacciate le scatole di cartone e cartoncino; riporre il tutto nell'apposito cassonetto della carta.
E' possibile conferire anche i contenitori in poliaccoppiato (tetra-brik) del latte o dei succhi di frutta preventivamente sciacquati.

Anche le confezioni con piccole parti plastiche come, per esempio, le buste del pane con fascia trasparente (solitamente usate nei supermercati), possono essere buttati ugualmente nella carta, salvo eccezzioni, c'è una tolleranza di materiali estranei di circa il 5%.

NO
Vanno, invece, tra i rifiuti indifferenziati i tovagliolini e i bicchieri di carta sporchi, la carta oleata o plastificata (per esempio quella degli insaccati).

VETRO
SI Sciacquate bottiglie e vasetti di vetro (togliete i tappi che vanno riposti nei vari cassonetti a seconda del materiale) e buttateli nelle campane per la raccolta del vetro dove vengono raccolte anche le lattine e i barattoli.

NO Piatti, oggetti di ceramica o terracotta, specchi, lampadine a incandescenza vanno tra i rifiuti domestici.

LATTINE/BARATTOLI
SI Presso alcuni bar e centri di ristoro esistono contenitori appositi per la raccolta delle lattine; altrimenti dovete gettare le lattine di alluminio e i barattoli in banda stagnata nelle campane per il vetro (ad es. bevande, cibo per animali, conserve alimentari, ecc.).

PLASTICA
SI Le bottiglie in plastica (PET, PVC, PE) e i flaconi di detersivi vanno sciacquati e schiacciati nel senso della lunghezza, chiusi con il loro tappo, anch’esso riciclabile, e riposti nel cassonetto per la raccolta della plastica. Non è necessario staccare eventuali etichette di carta. Anche tutti gli altri contenitori in plastica per alimenti e non, che vengono acquistati al supermercato possono essere smaltiti nel cassonetto a patto che non contengano residui di alimenti.

NO Rimangono esclusi da questa raccolta gli arredi, i giocattoli, le custodie per CD, piatti, bicchieri, posate in plastica, portadocumenti, accessori per auto, bidoni e cestini, borse e zainetti che vanno smaltiti nei rifiuti domestici. Contenitori per colle o vernici, sacchetti per cemento, piccoli e grandi elettrodomestici vanno conferiti all'isola ecologica.

MEDICINALI SCADUTI
I contenitori per la raccolta si trovano, di solito, nei pressi o davanti alle farmacie; prima di liberarvi dei medicinali scaduti toglieteli dalle confezioni di carta.

RIFIUTI PERICOLOSI ED INGOMBRANTI
Per i rifiuti urbani pericolosi (batterie per auto, vernici, olii alimentari e minerali usati, ecc.) e per i rifiuti ingombranti (mobili, elettrodomestici, imballaggi di cartone, plastica e legno, ecc.) è necessario servirsi delle stazioni ecologiche attrezzate. Per le pile utilizzate gli appositi contenitori gialli che, di solito, si trovano nei pressi dei cassonetti.

RIFIUTI ORGANICI
Tra i rifiuti organici si devono comprendere i resti di cucina quali: pesce, carne, ossa, uova e gusci, pane, pasta, riso, scarti di frutta, di verdure, fondi di caffè, lettiere di animali domestici, tovaglioli di carta.

TETRA PACK
Questo materiale è riciclabile con la carta ma questa possibilità dipende però dal circuito di raccolta della vostra zona e dal tipo di industrie di riciclo a cui si appoggia.
Nonostante ne venga pubblicizzata la sua eco-compatibilità è sicuramente preferibile ad esso l'uso del vetro anche perchè il suo riciclo non è attualmente possibile ovunque e richiede comunque processi più dispendiosi.

Raccolta differenziata - Tetra Pak

TetraPackIl Tetra Pak richiede un'approfondimento dedicato perchè è un poliaccoppiato composto da polietilene, alluminio e cellulosa. Il suo recupero richiede pertanto operazioni più complesse che non tutte le aziende di recupero della carta sono ancora attrezzate a fare.
Il processo di recupero del Tetra Pak è comunque notevolmente più complesso ed energeticamente dispendioso di quanto lo sia per i contenitori mono-materiali di cui se ne preferirebbe sicuramente l'uso.


Il processo di lavorazione di Cartiera.
Gli scarti in poliaccoppiato vengono inseriti assieme ai cartacei puri in un pulper idromeccanico ad alta densitá, in pratica è un enorme frullatore che li tritura in acqua.
Senza l’aggiunta di alcun tipo di additivo chimico che ne aiuti lo spappolamento, ma solo tramite l’azione meccanica dell’acqua e di una pala rotante, il poliaccoppiato si delamina, ossia i fogli di polietilene e alluminio si separano dalla carta.
All’uscita dal pulper, avviene la fase di lavaggio: nel trommel, un tamburo rotante, la frazione cellulosica viene “catturata” da una cascata d’acqua, filtrata, e veicolata al normale processo di cartiera. La frazione polietilene/alluminio viene invece inviata all’impianto di rigenerazione plastica. I processi di lavorazione si separano: uno per la produzione di nuova carta e l’altro per la produzione nuova plastica.

La separazione industriale.
La pasta di cellulosa così ottenuta, viene inviata tramite pompaggio alla macchina continua per la produzione del foglio di carta. Senza subire alcun processo di sbiancamento o deinchiostrazione, la pasta di cellulosa è stesa su una tela drenante che elimina la maggior parte dell’acqua e consente alle fibre cellulosiche di “incastrarsi” tra di loro. Successivamente il foglio ottenuto viene completamente asciugato, per via meccanica tramite  presse, e per via termica, con cilindri essicatori.

La frazione polietilene/alluminio, ancora accoppiata, è inviata ad un impianto di riciclaggio plastica. Qui viene lavata ulteriormente, asciugata, triturata, densificata (riduzione di volume). Il prodotto finito, sotto forma di granuli, viene confezionato e venduto.

Con le frazioni residue di polietilene e alluminio viene ottenuto un materiale prevalentemente plastico nominato Ecoallene® i cui pregi rispetto ad altre plastiche riciclate, sono una maggiore omogeneitá e costanza delle caratteristiche tecniche, e soprattutto la qualità del polietilene ottenuto in quanto deriva da materiale di primo riciclo.
Viene lavorato nelle tradizionali tecniche di stampaggio ad iniezione, estrusione e termoformatura ed é un buon sostituto del polimero vergine in tutte le applicazioni dove non sono richieste elevate caratteristiche prestazionali.

L' Ecoallene® viene impiegato nel settore edile, nel promotional con la realizzazione di gadgets, bigiotteria, articoli da scrivania, nella florovivaistica per la produzione di vasi, fioriere.

Come differenziare il Tetra Pak.
Se chi si occupa della raccolta differenziata della vostra zona si appoggia ad aziende di recupero attrezzate per questo tipo di oggetti, il Tetra Pak viene raccolto assieme alla carta e al cartone. L'utente deve separare le eventuali parti in plastica e possibilmente schiacciare la confezzione per una semplice questione di riduzione d'ingombro.

Raccolta differenziata - I risparmi

RisparmiNell'analizzare quali e quanto siano i risparmi conseguenti a una metodica disciplina della raccolta differenzata, ci si rende conto di quali e quanti siano gli interessi delle corporations multinazionali che con le loro reti di complicità cercano di far credere il contrario.
La bestia nera degli interesi occulti è sempre quella delle industrie del petrolio.

  1. Plastica
    Con il recupero di 1.000 tonnellate di plastica (ossia la quantità di plastica prodotta da una piccola città) si ottiene il risparmio di circa 3.500 tonnellate di petrolio, cioè l'equivalente dell'energia usata da 20.000 frigoriferi in un anno.
    Ognuno di noi produce circa 30 kg di plastica ogni anno, se questa plastica fosse completamente riciclata, in un comune di 100.000 abitanti si risparmierebbero 10.000 tonnellate di petrolio e carbone.

  2. Carta
    Per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kwh di energia elettrica.
    Per produrre invece una tonnellata di carta riciclata bastano 1.800 litri d'acqua e 2.700 kwh di energia elettrica.

  3. Vetro
    Nella produzione di vetro "nuovo", per ogni 10% di rottame di vetro inserito nei forni si ottiene un risparmio del 2,55% di energia, equivalente ad oltre 130 litri di petrolio risparmiato per ogni tonnellata di vetro riciclato usato.
    Si stima che l'industria vetraria registri ogni anno un risparmio energetico, grazie alla raccolta differenziata, pari a 400.000 tonnellate di petrolio.

  4. Rifiuto verde (ramaglie)
    Gli scarti provenienti dalla cura delle aree verdi e dei nostri giardini (foglie, erba, residui floreali, ramaglie, potature) costituiscono una parte consistente dei rifiuti prodotti e sono fondamentali per il processo di compostaggio industriale.
    Ne sono sufficienti 10 tonnellate per fertilizzare un ettaro di terreno.

  5. Alluminio
    Per produrre 1 kg di alluminio, occorrono circa 15 kwh di energia elettrica ed un impianto di estrazione di bauxite.
    Per produrre 1 kg di alluminio da materiale riciclato, occorrono invece 0,8 kwh di energia e, soprattutto, nessun impianto di estrazione di bauxite, assente nel nostro paese. In Italia, ogni anno, vengono consumate 1 miliardo e 500.000 lattine.

  6. Frigoriferi
    Frigoriferi e congelatori sono costituiti per lo più da acciaio e plastica ma contengono anche sostanze chiamate clorofluorocarburi (CFC), responsabili dei danni all'ozono atmosferico.
    Si stima che ogni frigo contenga in media 250 grammi di CFC vari (freon, poliuretano), oltre all'olio minerale altamente dannoso contenuto nel motore dell'impianto refrigerante.

  7. Olio minerale
    L'olio minerale usato (olii lubrificanti nell'artigianato, negli autoveicoli, nell'industria, ecc.) è per la quasi totalità recuperabile.
    Da 100 kg di olio usato si ottengono 68 kg di olio nuovo.
    1 solo kg di olio usato disperso nell'ambiente inquina 1.000 metri cubi d'acqua.

  8. Pneumatici
    In Italia è stato calcolato che il 65% dei pneumatici finisce nelle discariche, ne vengono scartati ogni anno 500.000 tonnellate, per un volume di oltre 3 milioni di metri cubi, l'equivalente di più di 6 stadi di San Siro colmi fino all'orlo.
    La gomma è un combustibile e, quando nella discarica avvengono combustioni non controllate, si liberano, soprattutto a causa dei pneumatici, fumi densi molto inquinanti.
    Il recupero dei pneumatici usati avviene, per esempio, con la triturazione:
    alla temperatura di 100° sotto zero raggiunta tramite l'impiego di azoto liquido, la triturazione meccanica diventa semplice e la successiva separazione automatica dei vari componenti assicura un riciclo pressochè totale dei materiali, che vengono utilizzati come sottostrati anti-rumore per strade ed autostrade, piste da corsa e campi sportivi, ecc.

  9. Farmaci
    Se non differenziati, i farmaci in discarica possono dar luogo ad emanazioni tossiche ed inquinare il percolato; inoltre, la presenza di antibiotici nei rifiuti può favorire la selezione di ceppi batterici resistenti agli stessi antibiotici.

Raccolta differenziata - Cosa dovrebbe fare lo stato

StatoNelle azioni quotidiane molte sono le cose che ognuno di noi può e deve fare per perseguire gli obiettivi di riduzione, separazione e raccolta differanziata dei rifiuti, ma anche lo stato deve fare la sua parte per imporle e non solo a chi ha la necessità di smaltirli ma anche all'origine che li produce.

Per fare ciò è necessario che lo Stato torni ad essere gente che rappresenta e gestisce gli interessi della gente e non quelli di industire e corporation.

Produzione
Qualunque oggetto deve tenere conto di tali punti già nella sua fase di progettazione nella quale deve essere concepito metodicamente l'utilizzo di:
- materiali ecologici (biodegradabili)
- materiali/oggetti riutilizzabili
- materiali riciclabili


Imballaggio
Tali criteri devono essere applicati sia nella costruzione dell'oggetto che in quella degli imballaggi che, soprattutto in Italia, è la principale industria che trae benefici da tale caos. Esse sono spesso quelle che più guadagnano dalla vendita dell'oggetto, basta guardare i prodotti esposti nei supermercati che per attirare l'attenzione dell'acquirente fanno a gara su chi realizza la confezzione più appariscente e voluminosa. L'imballaggio finisce così con l'essere in massa, grandezza e costo molteplici volte superiore al prodotto contenutovi. Questo anche perchè confezzioni più voluminose comportano anche maggiore spazio necessario per lo stoccaggio e conseguentemente maggiori costi di trasporto.
Tutto ciò si somma al maggiore onere a carico del consumatore per lo smaltimento degli imballaggi divenuti rifiuti ancor prima dell'inizio dell'utilizzo del prodotto che vi era contenuto.

Perchè, come e su cosa legiferare
E' ovvio che le industrie sono tendenzialmente portate alla speculazione pertanto all'iniziativa soggettiva, seppur benvoluta, deve essere lasciato ben poco e ove possibile va imposto tramite legislazioni chiare, severe e sicure (in Italia è meglio precisarlo!).
E' altresì ovvio che la comunità europea, a sua volta, deve contemporaneamente imporle ai prodotti provenienti dall'esterno al fine di evitare che la mancata osservanza crei situazioni di concorrenza sleale oltre a destabilizzare l'indispensabile ciclo di riutilizzo/riciclo (come purtroppo stà già avvenendo in una preoccupante indifferenza o scarso intervento della stessa CE).

Per esempio (e solo per esempio!):
- non deve essere consentito a priori che certi oggetti di uso comune vengano prodotti con materiali non biodegradabili come nel caso del cotton fioc e altri oggetti usa e getta.
- l'immissione sul mercato degli imballaggi dei prodotti deve essere imposta con l'uso di materiali e volumi proporzionati e strettamente legati alla natura dei prodotti e accessori contenuti
- ecc.

Ma perchè lo stato stenta a ad attuare queste logiche?
Le principali sono accennate all'inizio di questa pagina, in un paese amministrato politicamente in modo caotico e 'ambiguo' come il nostro è difficile infrangere questi ostacoli senza una coalizione popolare che in un tessuto sociale come il nostro avviene solitamente quando gli effetti sono ormai troppo difficili o impossibili da prevenire o curare.
L'unica speranza è che drammi come quello Napoletano avvengano a scacchiera e non contemporaneamente con la speranza che gli eventi facciano riflettere e sensibilizzino il resto della popolazione al fine di spingerli alla prevenzione e alla riflessione concreta sui punti qui descritti.

Lo stato dal canto suo deve però cogliere gli eventi per unirsi alla gente per combattere il problema e non nasconderlo sotto il tappeto come sta attualmente avvenendo. Ciò potrebbe essere letale per tutti, dipende dalla stima verso la vostra qualità di vita e quella dei vostri cari se permettere che ciò continui a succedere.

Raccolta differenziata - Ostacoli e sabotaggi

StatoSapere quali sono le speculazioni che ruotano intorno ai rifiuti è importante per capire perchè e come ci ingannano. E' anche importante capire che le speculazioni non sono fine a se stesse e ci riguarderanno sempre perchè lederanno o distruggeranno, se non lo stanno già fecendo, la vostra vita e quella dei vostri cari.

Gli obiettivi speculativi sono molteplici e certamente il contributo di questo sito può solo aiutarvi a capirne, o comunque riflettere, su alcuni di essi.

Come detto, le speculazioni più ambite sono quelle che ruotano intorno all'ediliza delle strutture atte alla combustione dei rifuti. E' il metodo più semplice per eliminare il problema incassando molto a spese economiche e sanitarie della società.

La raccolta differenziata
Le amministrazioni comunali sono obbligate a gestire la raccolta differenziata anche grazie a un'intreccio di leggi che ne obbliga la pratica. Le stesse impongono anche la riduzione delle bollette relative allo smaltimento dei rifiuti, questo proprio in virtù del fatto che i comuni incassano per la vendita delle materie e, al tempo stesso, risparmiano enormi cifre nello smaltimento dei rifiuti. Tale vantaggio deve essere condiviso con la collettività sia per gratificarne gli sforzi che per incentivarne il prosieguo o il miglioramento.

Se la raccolta differenziata non riesce a raggiungere neppure gli obiettivi minimi, raramente è dovuto per una gestione incapace, molto più spesso è per una intenzionalmente incapace. La tattica diviene quella di creare un 'caos pilotato' che demotivi la partecipazione pubblica che grazie ai disagi subdolamente creati o esasperati, finisce con il ritenere il tema ambientalista solo una scomoda e lesiva perdita di tempo. Inconsciamente le menti dei cittadini vengono così preparate all'accettazione dell'insediamento degli inceneritori illustrati come 'smaterializzatori' del problema rifiuti.

Quando non sono le amministrazioni possono essere le società che si occupano della raccolta che essendo spesso legate alle società che hanno anche interessi nella costruzione degli inceneritori, tendono ad attuare le stesse tattiche atte alla creazione forzata dell'ostilità pubblica alla disciplina del recupero.

Essendo attualmente lo stato il primo sostenitore di Centrali Nucleari e Inceneritori è molto difficile che tali meccanismi vengano intercettati e combattuti se non da capillari iniziative popolari autonome attuate dalle associazioni che hanno a cuore il tema ambientale.

La denigrazione della causa ambientalista
Gli estremismi delle associazioni ambientaliste vengono spesso additate come ostacolo allo sviluppo di una società. In realtà le tecniche per il recupero delle materie richiedono strutture e tecnologie complessivamente più complesse che alimentano nuove industrie tecnologiche oltre a creare molti nuovi posti di lavoro. Tutto questo viene inoltre ottenuto a costi collettivi enormemente minori rispetto alle tecniche distruttive degli inceneritori che, oltre a distruggere potenziali risorse, creano un limitato numero di posti di lavoro e a circuito chiuso.

Esistono realtà di associazioni ambientaliste con forti legami statali, cosa che ha contribuito a creare un'alone di ambiguità nelle sue azioni che spesso hanno esasperato situazioni impopolari contribuendo alla disafezzione popolare sul tema ambientalista. Le 'cellule impazzite' presenti nelle loro reti hanno minato la fiducia popolare e compromesso la coerenza delle loro azioni ponendole all'opinione pubblica come associazioni non propositive che si oppongono a tutto comprese le attività che vengono viste come collettivamente utili.

Le azioni risultanti vengono illustrate dagli speculatori in modo denigratorio e prese come rappresentative del mondo degli ambientalisti ponendoli subdolamente come dei nemici da cui guardarsi amalgamandoli con le persone che hanno a cuore il bene della collettività al punto di dedicarvi il proprio tempo libero e le proprie risorse.

Raccolta differenziata - Domande comuni

StatoDopo un certo numero di volte il materiale degrada sino ad avere proprietà non più utilizzabili.
Questo è vero per alcuni materiali ma quelli non più recuperabili nella composizione originale, possono ancora essere trasformati in composizioni alternative o con diversa destinazione d'uso.
Alcuni materiali, dopo la loro serie di recuperi possibili, possono essere destinati alla combustione per riscaldamento mentre altri possono divenire parte di oggetti composti.