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Rifiuti - Inceneritori

01.08.2010 | Author: Marco Rodella | Rev.:01.08.2010 | Rif.:10080101


InceneritoreIntorno alla pratica della combustione dei rifiuti ci sono molti termini che vengono spesso concepiti e usati per forviare l'opinione pubblica.

Cominciamo con il ricordare una regola fisica indiscutibile e fondamentale:
"NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA".

L'Inceneritore è un'impianto che brucia i rifuti incenerendoli.
Non esiste un modo per dissolvere i rifiuti ma solo un modo per trasformarli e la combustione non fa altro che trasformare una o più materie in altre meno voluminose ma più nocive e/o pericolose.

In pratica nella combustione avviene una semplice trasformazione nella composizione e nel volume dei rifiuti ma con un esponenziale aumento della pericolosità.

CiminieraIl Termovalorizzatore è un'inceneritore che produce energia.
Con la combustione si può anche produrre energia termica e/o elettrica pertato la combustione dei rifiuti può essere contemporaneamente sfruttata per entrambi i fini. Questo tipo di impianto viene chiamato Termovalorizzatore, termine in realtà improprio perchè l'unico modo di 'valorizzare' i rifiuti è il riuso seguito dal riciclo. Per valorizzazione termica è stato subdolamente preso in riferimento solo lo sfruttamento del calore generato dalla combustione e non il contesto complessivo.

La combustione è presentata all'opinione pubblica come una 'magià, in realtà distrugge materie prime che potrebbero invece essere riutilizzate, ha enormi costi e comporta enormi dispendi di energie il cui risultato sono altri problemi semplicemente meno visibili ma più letali.

Resta il fatto che il Termovalorizzatore è comunque e sempre un'inceneritore, il fatto che da esso si ottenga energia elettrica o termica non annulla i molteplici svantaggi di un'inceneritore ma li compensa solo in minima parte.

Il Bioreattore è invece un impianto che serve a sfruttare le discariche con rifiuti indifferenziati, in realtà è l'intera discarica. Tramite una rete di tubi si capta e convoglia il gas naturale che fuoriesce inevitabilmente dalla discarica a uno specifico macchinario che nel bruciarlo produce energia elettrica. Solitamente il processo viene effettuato a batterie, ovvero, ad aree della discarica trattate in successione. In tali aree viene iniettata acqua allo scopo di scatenare una reazione biologica nei materiali organici contenutivi, esaurita la carica biologica si passa all'area contigua sino all'esaurimento della superficie della discarica. Tale processo comporta anche l'abbassamento del livello di discrica aumentandone il volume sfruttabile e riduce il rischio di un rilascio nel tempo (circa 30 anni) di gas nocivi.

Teoricamente è un processo che non sembra avere particolari controindicazioni ma è una tecnica adottabile nelle sole discariche pre-esistenti in aree che non hanno una politica del recupero. E' semplicemente un modo per ottenere qualche beneficio dai danni già effettuati.
Lo sfruttamente del gas estratto è limitato in un ristretto arco di tempo, i vantaggi nelle piccole discariche sono relativi, spesso in quelle minori ricoprono a mala pena i costi. Siccome l'effetto secondario dello sfruttamento biologico è quello di un'abbassamento del livello della discarica per effetto della conseguente compressione delle masse, spesso viene fatto solo per aumentare la capacità volumetrica sfruttabile del sito.

Le discariche delle ceneri


Discarica ceneri inceneritoreCome detto, circa il 30% dei rifiuti diventa cenere che dev'essere comunque conferita in una discarica speciale, ma parte di questa percentuale non vi arriverà mai perchè si disperde prima nell'ambiente e la sua percentuale varia a seconda dell'efficienza dei filtri della relativa centrale. Quando ci parlano di inceneritori sicuri in realtà si riferiscono semplicemente a quelli con sistemi di fltrazione più efficienti.

In ogni caso le discariche di ceneri prodotte dagli inceneritori/"termovalorizzatori" sono molto più pericolose di quelle delle discariche del 'tal quale'.
La cenere è composta da polveri i cui granelli possono avere vari ordini di grandezza a seconda dei materiali e delle temperature che li hanno creati, più sono alte le temperature più sono piccole, più sono piccole e più sono pericolose per l'uomo e gli animali.

Gli apparati respiratori hanno dei limiti di filtrazione al di sotto dei quali le particelle non vengono fermate nei polmoni e finiscono direttamente nel sangue comportando una serie di malattie lentamente ed inesorabilmente letali. La dispersione nell'ambiente di tali polveri comporta una concentrazione nei vegetali e negli animali che la assorbono o ingeriscono per poi terminare nell'uomo che si nutre di loro o dei loro sotto-prodotti come il latte. Per questo motivo l'assimilazione non è circoscritta all'area in cui avviene tale pratica, ognuno di noi può quotidianamente ingerire prodotti con assimilazioni di polveri potenzialmente pericolose provenienti da inceneritori diversi. Per assurdo un individuo che assume prodotti provenienti da aree contaminate potrebbe avere più danni di chi vive nei pressi dei singoli inceneritori.

La dispersione nell'ambiente maggiore avviene ovviamente nei pressi delle centrali di combustione, delle discariche e nei percorsi dei mezzi che vi conferiscono.

La Legge non contempla il monitoraggio delle polveri al di sotto dei PM10 anche perchè i laboratori non hanno strumenti adeguati per poterlo fare, ma sono proprio le polveri al di sotto di tali valori ad essere le più micidiali e letali. Spesso è proprio questa lacuna legislativa ad offrire la maggior possibilità di azione a queste pratiche mortali. Per ovvi motivi, quando i progetti degli inceneritori vengono proposti alla cittadinanza, evitano di evidenziare che nelle statistiche degli studi preventivi vengono sempre considerati i costi umani. Il business del benessere che spesso ci impongono senza una reale necessità, richiede sempre un sacrificio. Il fatto di poter nascondere nei preventivi le potenziali mortalità composte dalle polveri sottili, rende accettabili i rischi secondo i loro parametri.

Perchè NO


Ecco un'elenco di alcuni motivi per cui l'incenerimento dei rifiuti è una soluzione negativa:

  1. Distruzione di materie prime seconde
  2. Distruzione di potenziali oggetti riutilizzabili
  3. Notevole quantità di energia sprecata per la distruzione di materiale post-consumo
  4. Più rifiuti e sostanze inquinanti dannose
    1. L’incenerimento necessita di acqua, calce, bicarbonato e altre sostanze che aumentano la massa iniziale dei rifiuti.
    2. L’incenerimento produce circa 650 kg di acque inquinate da depurare.
    3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze.
    4. Le ceneri solide devono essere smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi e altamente pericolosi.
  5. Nuovo inquinamento per distruggere materie ed oggetti
    1. L’incenerimento trasforma i rifiuti in nanoparticelle tossiche e diossine.
    2. I fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene e 25 kg di gesso
    3. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento, inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi per poi raggiungere ogni altro organo in meno di 60 minuti.
    4. Fra le patologie più diffuse derivanti dall’inalazione troviamo: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus.
  6. Più rifiuti (ceneri e gas) e sostanze inquinanti dannose
  7. Più materie prime in esaurimento (perché distrutte)
  8. Svalutazione dei prodotti alimentari locali
  9. Poche realtà industriali e distruttive
  10. Pochi posti di lavoro e a danno alla collettività
  11. Opportunità di guadagno per pochi
    1. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti
  12. Opportunità di guadagno sporco e socialmente lesivo
    1. Gli inceneritori sono stati e sono finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel grazie a una subdola associazione con le energie rinnovabili fatta insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio e al carbone. Senza tale tassa sarebbero sarebbero enormemente dispendiosi e costosi. Nell’ultima Finanziaria è stato accordata la prosecuzione del finanziamento, ma solo per gli inceneritori già costruiti.
    2. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti.

Alternative alla combustione dei rifiuti

 

Linee generiche perseguibili per la soluzione del problema dei rifiuti:

Riduzione della produzione

Riduzione dell'abuso degli imballaggi
Alla produzione (confezzioni proporzionali agli articoli in materie e dimensioni, ecc..)
Nella distribuzione
Nell'utilizzo finale
Riduzione dell'utilizzo degli imballaggi
Alla produzione (distribuzione alla spina in grandi contenitori, ecc..)
Nella distribuzione (distribuzione liquidi alla spina, ecc..)
Nell'utilizzo finale (riuso dei contenitori, uso di borse per la spesa, ecc..)

Raccolta differenziata
Materiali
Recupero materie originali (carta, vetro, alluminio, ecc..)
Generazione materie nuove (compost, ecc..)
Oggetti
Recupero oggetti integrale (mobili, apparecchi elettrici, ecc..)
Recupero oggetti parziale (viti, ventole, ecc..)

Smaltimento residuo non utilizzabile
In teoria a questo punto non ci si drovrà più arrivare ma sino ad allora:
- esclusione di soluzioni che contemplino la combustione indiscriminata dei rifiuti.
- sfruttamento delle risorse energetiche se l'operazione non contempla effetti collaterali più rischiosi dei trattamenti alternativi.