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Energia Mareomotrice - Cosa è
27.10.2010 | Author: Marco Rodella | Rev.:27.10.2010 | Rif.:10102701
L'energia mareomotrice è ricavata dagli spostamenti d'acqua dalle maree che in alcune zone del pianeta possono raggiungere anche i 20 metri di ampiezza verticale.
Nell’antichità ne avevano già intuito la potenzialità con conseguenti tentativi per sfruttare questo tipo di energia tramite dei "mulini a marea". Durante il flusso, veniva deviata l’acqua, in un piccolo bacino, in seguito chiuso con una paratia. Al momento del deflusso la massa di acqua veniva convogliata attraverso un canale con una transazione obbligata su una ruota che azionava una macina.
Oggi esistono diversi progetti di sfruttamento delle maree, che comportano metodi diversi di sfruttamento dell’energia, tra essi:
- sollevamento di un peso in contrapposizione alla forza di gravità
- compressione dell’aria in opportuni cassoni e movimentazione di turbine in seguito alla sua espansione
- movimentazione di ruote a pale
- riempimento di bacini e successivo svuotamento con convoglio in turbine.
I risultati migliori sembrano essere attribuibili all'ultimo sistema elencato perchè il problema prevalente allo sviluppo di tale tecnologia è lo sfasamento tra la produzione di energia nella massima ampiezza di marea disponibile e l'effettiva richiesta di energia nelle ore di esigenza massima.
Esiste un'impianto di questo genere in Francia nei pressi di Saint-Malo.
Energia Mareomotrice - Come funziona
La luna esercita una forte forza d’attrazione sull’acqua della Terra. Dal conseguente e cadenziale innalzamento e abbassamento delle masse d’acqua si ricava energia.
Per costruire una centrale di marea a massa convogliata, l’estuario è sbarrato in direzione del mare con una diga artificiale. La tecnica energetica sfrutta il dislivello tra l’alta marea e la bassa marea denominata 'ampiezza di mareà. Per tale pratica è ovviamente un’ampiezza della marea sufficiente, come si verifica ad esempio nella Francia settentrionale, presso St. Malo, dove la differenza tra il livello minimo e il livello massimo dell’acqua è di 12-13 metri.
Le centrali di marea costiere hanno il limite nell'erosione che esercitano nelle coste e nella abondante sedimentazione all'interno del bacino, per questi motivi si sta pensando a degli impianti offshore che hanno anche il vantaggio di poter modulare la produzione di energia elettrica dividendo la struttura in più bacini.
Energia Mareomotrice - Le tecniche
La turbina a bulbo è un tipo di turbina appartenente alla famiglia delle Kaplan, molto semplice in quanto è inserita direttamente nella condotta e non necessita di distributore. Viene impiegata su dislivelli ridotti (qualche metro). La sua particolarità è che solitamente il bulbo contiene pure l'alternatore per la produzione di energia elettrica, inoltre può funzionare con un flusso in entrambi i sensi, come sono utilizzate sulle centrali maremotrici.
La turbina, realizzata da Marine Current Turbine, si trova a 400 metri dalla costa, installata sul fondo del mare. SeaGen pesa circa 1000 tonnellate ed è costituito da due rotori del diametro di 16 metri. Nella fase iniziale di sperimentazione, la centrale elettrica alimenta un centinaio di abitazioni.
L’impianto a regime produce 1,2 MWatt, e alimenta circa un migliaio di abitazioni.
Energia Mareomotrice - Svantaggi e vantaggi
Fra gli svantaggi di queste tecnologie vi è inanzitutto la corrosione salina delle acque marine che obbliga a una certa manutenzione e all'impiego di tecniche e materiali di costruzione più costosi ma questo vale prevalentemente per le tecniche che richiedono grosse strutture.
Il secondo svantaggio
sono l'incostanza di produzione energetica limitata solo ai periodi in cui si svolge il fenomeno delle maree.
Nelle tecniche che contemplano i bacini utilizzabili in orari a scelta, tale problema viene superato, inoltre bisogna vedere queste tecnologie nell'ottica di una rete di tecnologie che combinandosi coprono tutto l'arco orario delle esigenze energetiche.
Alcune di queste tecniche, come quella delle turbine a pale, richiedono strutture con ingombri limitati che possono anche essere utilizzati per altre esigenze di gestione dei traffici dei mezzi marini.
Con le opportune griglie di sbarramento e data la non elevata velocità delle turbine di questi sistemi può essere salvaguardata anche la flora e la fauna all'esterno dei sistemi.
Non solo maree
Queste tecniche non sono solo applicabili ai flussi delle maree ma anche a quelli dei semplici corsi delle correnti che si concentrano in specifiche zone costiere.