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Energia Biogas - Cosa è
05.01.2011 | Author: Marco Rodella | Rev.:05.01.2011 | Rif.:11010501
Il biogas è, appunto, una miscela di vari tipi di gas prodotti dalla fermentazione batterica in assenza di ossigeno (anaerobiosi) di residui organici in cui prevale solitamente il metano.
A subire questo processo sono prevalentemente i vegatali in decomposizione parziale (foglie, rami secchi, ecc.) o totale ma a questo fenomeno non sfuggono le decomposizioni di parti o carcasse animali o umane. In questi ultimi però, la produzione di gas avviene prevalentemente durante tutto l'arco della vita, parte di essa viene emessa direttamente nell'aria mentre la rimanente viene gradualmente rilasciata dai processi batterici che avvengono nelle evacuazioni solide.
Il biogas emerge continuamente dall'ambiente intorno a noi, durante la vita e la morte di qualunque elemento biologico, paradossalmente è più utile alla vita se viene sfruttato piuttosto che nell'essere lasciato alla sua naturale dispersione.
Energia Biogas - Come funziona
I gas dispersi nell'ambiente si concentrano nella troposfera, il metano in particolare contribuisce a produrre notevoli danni climatici globali aggregandosi agli altri gas-serra. I danni comportati dall'accumulo di questi gas sono notevolmente superiori a quelli prodotti dall'emissione di anidride carbonica conseguente alla combustione del biogas, ecco perchè si preferisce bruciare quello proveniente dalle grandi strutture di ammasso organico come le discariche.
Negli ambienti urbanizzati la fonte di energia è costituita dalla rete di raccolta fognaria che offre sia una fonte termica diretta che indiretta, tramite il gas. Per quanto riguarda la raccolta del gas, il punto più idoneo e pratico è in prossimità dei depuratori.
In alcuni paesi come la Germania e la Gran Bretagna si prevede di ottenere da queste fonti oltre il 15% del fabbisogno domestico, un fabbisogno che potrebbe essere anche maggiore se si considera la riduzione degli sprechi e l'ottimizzazione delle apparecchiature che utilizzano il gas come potenziale termico.
Ma ci sono nazioni come l'India che in realtà sfruttano queste risorse da sempre, ma paradossalmente sono nazioni ritenute sottosviluppate mentre quelle ritenute 'sviluppate' stanno ancora utilizzando in massa forme molto distruttive e dannose di produzione energetica/termica.
Gli impianti più completi possono ottenere dalle bio masse umane e animali, energia termica diretta oppure indiretta tramite la combustione del gas che può essere distribuito tramite una rete di condotti o immagazzinato. Il gas permette però di produrre anche energia elettrica.
Alcune tecniche specifiche, tramite l'utilizzo di appositi batteri "fermentatori" chiusi stimolano la produzione di biogas dai rifiuti organici urbani moltiplicandone la normale produzione sfruttabile. Ovviamente la produzione è proporzionata alla qualità dei rifuti organici provenienti da raccolte differenziate, letame, fanghi intensivi, residui agro-industriali. Per esempio il potere energetico del letame proveniente da allevamenti intensivi è proporzionale all'uso razionale dei trattamenti antibiotici praticati sugli animali, essendo infanti la produzione di biogas derivante dall'azione batterica, un eccessivo uso/abuso di antibiotici oltre a produrre immaginabili rischi sulla qualità della carne e dei prodotti derivati, comporta anche una minore decomposizione degli escrementi.
Gli impianti basati sullo sfruttamento dei materiali organici solidi, sono detti "a secco" perchè l'assenza di liquami obbliga a sfruttare l'umidità relativa in modo più efficiente. Questo metodo comporta però il vantaggio di ottenere un prodotto che richiede un minore processo di depurazione e separazione da componenti inidonei come l'anidride carbonica o lo zolfo. Può pertanto essere direttamente impiegato come biometano per autotrazione o altre forme di impiego che richiedano un tipo di gas più efficiente e specifico. L'impiego per autotrazione è comunque quello prevalentemente attuato nei paesi centro europei.