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In Europa
Economia/Reddito di Base - Cosa è
07.01.2011 | Author: Marco Rodella | Rev.:07.01.2011 | Rif.:11010701
Siamo stati abituati a concepire il sistema economico attuale dei paesi cosiddetti "sviluppati" come l'unico e il più funzionale possibile, ma non è affatto così.
Sia i sistemi politici che quelli religiosi servono drammaticamente i grandi poteri che ce lo fanno credere, e anche quando passa la notizia dell'esistenza di un modo diverso di vivere in società, ci viene detto che è certamente utopico. Ma perchè si ritiene utopica l'intenzione di cambiare il modo socio-economico che utilizziamo, ma non si ritiene utopica l'attuazione complessamente idilliaca della società ipotizzata dalle religioni stesse?
Certamente le nostre attuali società si sono evolute sulla base di questo sistema, ma sono partite su ben altri metodi sociali,
alcuni dei quali ancora in atto in altri paesi. Quello che più ha prevalso è stato il meccanismo capitalistico basato sul reddito, che a sua volta si basa sull'accaparramento delle risorse globali. Chi riesce a prendere qualcosa sopravvive, e chi può ne accumula sempre più. Ma siccome le risorse hanno un limite, se qualcuno ne prende troppe, le sottrae inevitabilmente agli altri e, sempre più spesso, molti prendono più di quello che gli serve realmente comportando una inutile e ingiusta povertà a tutti gli altri membri della società.
Pertanto, perchè non si dovrebbe ritenere necessario cambiare questo sistema?
Esistono ben altre proposte di sistemi sociali alternativi molto più equi e stabili, peccato che quello che abbiamo sviluppato abbia creato degli interessi enormi e crudeli che, vedendosi minacciati dalla possibile attuazione di quelli alternativi, fanno l'impossibile per impedire che vengano applicati o sviluppati.
A partire dalle monete alternative, i progetti su diversi sistemi di gestione della vita collettiva
sono in realtà innumerevoli e tutt'altro che utopici, alcuni di essi sono già stati attuati con successo in piccole comunità.
In questa sezione tratteremo quello del Reddito di Base, un sistema che trae spunto dall'esigenza di concepire una struttura sociale, che possa adeguarsi alla crescente carenza di lavoro comportata dalla tecnologia che rende sempre meno necessario il lavoro umano. Lavoro la cui componente proporzionale è drammaticamente critica nell'attuale sistema economico.
Il sistema proposto supera totalmente l'esigenza di mantenere una proporzione fra volume economico e volume lavorativo, abbatte i problemi socio-assistenziali, elimina l'oppressione fiscale rendendola fisionomica e valorizza la vita l'uomo; inoltre rende più equo e proporzionale il contributo dei ricchi al sistema.
Visto così non ha nessun motivo per non essere valutato e tentato, ma in poche righe non è certamente possibile rendere l'idea della sua concezzione complessiva, ecco perchè oltre alla sintesi che segue, consigliamo la visione dei video correlati riportati qui a lato, il cui limite è al momento la sola disponibilità sottotitolata in Italiano.
Qui trovate invece il video integrale unico.
Economia/Reddito Base - Come funziona
Il Reddito di Base è anche detto reddito di cittadinanza, reddito sociale garantito, reddito universale o reddito minimo di esistenza, tanti modi per esprime un unico e semplice concetto sociale. In questo sistema ogni cittadino avrebbe un reddito minimo garantito che gli consentirebbe di soddisfare i fabbisogni di base ovvero: alimentazione, vitto, alloggio, acquisti di beni e servizi di base.
Nel progetto il reddito è garantito all'individuo semplicemente per la sua esistenza ed è inalienabile e incondizionato alla sua attività. Essendo corrisposto alle persone fisiche, e non alle famiglie, esso comporta che una famiglia avrà automaticamente una forma di sostentamento proporzionale agli individui che la compongono e che potrà quindi gestire come meglio crede, e questo tenendo conto del progressivo distaccamento degli individui che al tempo stesso non abbandoneranno mai la famiglia senza un reddito di garanzia.
Già questo corrisponderebbe a un enorme risparmio sociale nella sola eliminazione del castello burocratico di gestione dei sussidi ma anche della loro iniquità, eliminerebbe infatti la possibilità che più furbi possano avere sussidi immeritati o che possano essere negati a chi invece li necessita realmente.
Ovviamente un soggetto può decidere se fermarsi a gestire questo reddito minimo o accumularlo ad un reddito supplementare o sostitutivo che gli permetta un maggiore tenore di vita. Chi lavora contribuirà ad alimentare il sistema che porta un maggiore reddito a se stesso ma anche al sistema che garantisce la distribuzione del reddito agli altri componenti della società.
Con questo metodo viene inoltre reintrodotta una grande possibilità, quella di scegliere se dedicarsi alla gestione della prole. Si ritornerebbe alle madri o ai padri che gestiscono la crescita dei loro figli e che gestiscono meglio la loro formazione contribuendo ulteriormente a una società migliore e riducendo, anche in questo caso, gli enormi costi sociali comportati dai danni e dagli interventi sui ragazzi cresciuti in contesti sociali degradati. Questo anche perchè si ridurrebbe drasticamente la degradazione sociale nel suo complesso.
Altri individui potrebbero scegliere di dedicarsi a diverse attività sociali comportando un enorme progresso per la qualità della vita complessiva della collettività. Sarebbe infatti possibile scegliere se dedicarsi a queste attività in modo totale o parziale e anche se lavorare a tempo pieno o occasionale.
In questo metodo non esistono tasse sul lavoro, tutto viene concentrato unicamente all'atto dell'acquisto di beni e prodotti, pertanto
terminano gli impossibili calcoli sulle imposte in busta paga e gli altissimi costi burocratici-legali aziendali dispersi nella loro gestione.
Anche il prelievo statale si baserebbe su un metodo totalmente diverso di prelievo fiscale, un metodo quasi del tutto privo di possibilità di evasione e con un ridottisssimo castello burocratico e di controllo.
Non esisterebbe più una tassazione sull'esportazione ma solo sul venduto nell'ambito del Paese, una unica tassa che verrebbe imposta in egual modo su tutti i prodotti. Ma i ricchi e i poveri pagheranno la stessa tassa solo all'atto dell'acquisto perchè il rimborso delle spese sostenute sarà automaticamente proporzionale al reddito reale.
Anche qui viene eliminato completamente un meccanismo che nel sistema attuale offre innumerevoli punti di speculazione ed alti costi di controllo.
Sotto il lato politico avviene un notevole ripristino morale perchè cessano le strumentalizzazioni partitiche e i ricatti politici attuati con il rilascio di concesioni e finanziamenti alle attività non profit e anche il clientelarismo a scopi elettorali.
Insomma un sistema socio-economico idilliaco la cui realizzazione è proporzionale solo alla volontà di mantenere l'attuale sistema per gli interessi di pochi che ci possono imporre o che pigramente lasciamo che ci venga imposto.