Redazione
PIL - Cosa è
13.07.2010 | Author: Marco Rodella | Rev.:13.07.2010 | Rif.:10071301
PIL, Prodotto Interno Lordo, è il valore complessivo di tutti i beni e servizi prodotti all'interno di un paese in un periodo di tempo, solitamente a cadenza annuale.
Il sistema economico lo usa come metodo di misura del valore di ricchezza e benessere di un paese ma nella realtà è un riferimento totalmente irreale.
Il PIL è sempre misurato al lordo degli ammortamenti, prende in considerazione il valore finale di beni e servizi prodotti internamente nel paese e comprende i profitti realizzati dalle imprese straniere in Italia. Il PNL (Prodotto Nazionale Lordo) valuta invece anche quelli conseguiti dalle aziende italiane all'estero.
A sua volta, il PIL, contempla 3 metodologie di calcolo che ottengono il medesimo risultato:
Metodo della Spesa
Calcola la somma dei Consumi (spesa delle famiglie in beni durevoli, beni di consumo e servizi), degli Investimenti (spesa delle imprese e delle famiglie in immobili) della Spesa Pubblica e delle Esportazioni nette (differenza fra esportazioni ed importazioni).
Metodo del Valore Aggiunto
Somma i valori dei Beni e dei Servizi prodotti dalle imprese. Per eliminare tutte le duplicazioni che intervengono nella catena del valore di un bene, ad ogni stadio della produzione viene contabilizzato, come parte del PIL, solo il valore aggiunto al bene in questione in quello specifico stato della produzione. Il Valore Aggiunto può essere quindi definito come la differenza tra il ricavo ottenuto dalla vendita e la somma pagata per l’acquisto delle materie prime e dei semilavorati utilizzati nel processo produttivo.
Metodo dei Redditi
Somma delle Retribuzioni e dei Redditi da Capitale.
PIL - Sviluppo insostenibile
Il PIL è certamente un metodo di misurazione dell'aspetto economico delle attività sociali ma ne è totalmente errato l'utilizzo per misurare la ricchezza e il benessere della scomunità di un paese.
Esso misura banalmente il 'traffico' di denaro che in realtà non è affatto correlato alla ricchezza e soprattutto al benessere della società in cui avviene, questo soprattutto perchè nel modo in cui è calcolato comprende gli sprechi ed il superfluo.
Aumentiamo il PIL anche se:
- sprechiamo di più
- acquistiamo il superfluo
- ci ammaliamo
- paghiamo multe
- ci si guasta l'auto
- ci rubano in casa
- produciamo più bombe
- paghiamo avvocati e notai
- produciamo più rifiuti
- aumenta il costo della vita
- ecc.
Abbassiamo il PIL se:
- risparmiamo
- escludiamo il superfluo
- guariamo dalle malattie
- prendiamo meno multe
- non facciamo guerre
- non paghiamo somme non dovute
- ecc.
In pratica anche l'aumento del costo della vita comporta un'aumento del PIL, se paghiamo di più per le stesse cose contribuiamo ad aumentarlo mentre diminuiamo le nostre disponibilità economiche e conseguentemente la nostra ricchezza e il nostro benessere reale.
Solo la minore disponibilità di denaro dovuta ad un'aumento del costo di beni e servizi comporta una parziale compensazione della logica negativa perchè i settori che speculano sottraggono al potere d'acquisto della gente nel confronto degli altri settori. Il volume di denaro in circolazione è lo stesso ma la sua concentrazione in pochi settori crea un graduale crollo del sistema complessivo.
Anche le logiche d'aspettativa sono irreali perchè richiedono una percentuale in perenne crescita, un pareggio comporta allarmismo mentre un negativo ne definisce uno stato di recesso economico sociale illustrato come drammatico.
Non è sostenibile che ogni anno sia possibile vendere più cose di quello precedente all'infinito.
Un metodo basato sullo spreco e sul superfluo non può essere una logica sostenibile.