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10.08.2010 | Cavaglià (Biella)
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La Storia dei cittadini contro le multinazionali
18.03.2012 | Redazione
La storia dei cittadini contro le multinazionali. |
>L'iniziativa
TAV in Val di Susa, l'opera militare
08.04.2011 | Redazione
TAV in Val di Susa, l'opera militare
08.04.2012 | Redazione
Tutto ciò che in questo periodo avviene sulle ferrovie dei treni ordinari è correlato alla folle corsa verso il TAV.
Per destinare miliardi a un'opera non prioritaria, vengono tolti fondi alle strutture che prioritarie lo sono davvero e che sono pure indispensabili per la mobilità capillare dei cittadini e delle merci.
Il TAV ha una utilità relativa perchè, per quanto riguarda il trasporto di persone, è circoscritta ai trasporti fra le grandi città, mentre per quanto riguarda quello delle merci è limitata all'import/export prevalentemente per far giungere merci non etiche o da concorrenza sleale piuttosto che portare le nostre.
In un organismo morente come quello italiano serve la circolazione capillare, quella che permette a merci e persone di giungere ad ogni singolo paese del territorio in tempi precisi e non affidati alla sorte come invece avviene quotidianamente. Il governo dei business delle grandi S.p.A. e dei banchieri, pensa sempre in grande, ma senza saper minimamente gestire il piccolo esattamente come hanno fatto gli imperi che ci hanno lasciato esempi architettonici maestosi e fastosi ma realizzati al prezzo della distruzione dell'intera società divenuta, proprio per quelle opere, vittima sacrificale delle megalomanie dei suoi governanti.
I pendolari che soffrono i disservizi, intollerabili in un paese civile, ma che sono stati ingannati a favore del TAV, sono vittime dell'ingenuità e della strumentalizzazione di media controllati sempre più platealmente dai poteri politici e dai business che sono ormai serviti sistematicamente dai primi.
Ripercorriamo alcuni dei punti salienti di quello che è avvenuto in Val di Susa in nome del TAV. Gli orrori delle forze dell'ordine comandati o coperti dallo Stato italiano traspaiono solo in parte nei video realizzati.
Le azioni estreme dei guerrieri più rabbiosi, ce le hanno fatte vedere alla nausea, innegabili nelle loro azioni ma diversamente interpretabili se si vede cosa è successo prima che esse avvenissero. Azioni ancora una volta colposamente e criminalmente omesse dai vertici delle forze dell'ordine ormai eticamente indifendibili se non altro per il fatto che le negano anzichè ammettere che ci sono degli agenti da perseguire e che verrà fatto di tutto per punirli come sta invece avvenendo in modo sproporzionale per i No-TAV.
Infatti molte delle reazioni violente dei manifestanti più irrascibili sono state intenzionalmente e astutamente provocate, sapienti del fatto che in una massa di manifestanti è sempre presente la fazione provocabile e violenta la cui degenerazione permette ogni sorta di strumentalizzazione politica e la creazione di polveroni che nascondano le vere motivazioni scomode di qualunque manifestazione.
Azioni astutamente provocatorie delle forze dell'ordine a cui ho spesso assistito personalmente con l'occhio di chi è stato addestrato in passato proprio da quello Stato militare che ha osato spararmi decine di lacrimogeni in quel famoso 3 luglio per il "reato" di avere una videocamera in mano.
Chi è a favore del TAV e ritiene di ragionare con il proprio cervello può perlomeno fermarsi a riflettere. In un paese che si ritiene civile nessuna opera può essere imposta in questo modo con il sangue dei cittadini, e questo che si sia a favore o meno della tecnologia TAV. I numeorsi abusi delle "forze dell'ordine" che abbiamo visto, non passerebbero impuniti al di fuori dell'Italia a meno che non si tratti di paesi dittatoriali, eppure da noi non solo sono negati ma lo Stato accusa il suo stesso popolo.
Lo Stato italiano ha addirittura cominciato ad arrestare chi ha emesso documentazioni scomode, fra gli attuali fermati seguiti a inquietanti blitz offensivi nei confronti dei restitenti No-TAV, c'è infatti chi ha scritto libri scomodi a certi meccanismi, non hanno potuto incastrarli per i loro scritti ma hanno trovato il modo di perseguitarli per le loro partecipazioni alle manifestazioni.
Forse i prossimi saremo noi, ma come disse Giovanni Falcone "Il coraggioso muore una volta, il codardo cento volte al giorno.", a cosa serve stare zitti se sappiamo che prima o poi le loro azioni ci toccheranno tutti comunque?

